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La settimana scorsa la maestra di italiano, Rosa Tridico, ha tenuto una lezione intitolata “Dialetto: la lingua del cuore”.

La lezione è stata divisa in due parti: nella prima la maestra ha parlato delle origini del dialetto e successivamente ci siamo confrontati scambiandoci idee e punti di vista. È stata un’attività che ha suscitato in tutti noi tanta curiosità.


La storia dei dialetti ha origini veramente lontane. La maestra ci ha spiegato che l’Italiano standard è stato usato solo a partire dall’unificazione dell’Italia avvenuta nel 1860. Prima infatti in Italia si parlava il latino volgare da cui deriva l’ Italiano moderno: la parola volgare vuol dire parlato dal volgo, cioè dal popolo. Con il passare del tempo, gli Italiani si sono abituati ed adattati lentamente alla lingua della nuova nazione, identificandosi maggiormente con i loro dialetti regionali.

È stato sorprendente scoprire come in Italia esistono circa 6000 dialetti e che c’è una giornata nazionale del dialetto e delle lingue comuni. Gli Italiani conversano normalmente in dialetto nelle proprie famiglie, mentre a lavoro, in viaggio ed al di fuori della loro regione di residenza o quando si rivolgono a stranieri parlano un Italiano standard.

Quest’ultimo è la lingua insegnata nelle scuole ed usata dai Media, sebbene sia spesso mescolata ai vari dialetti.

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